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Ivan Marcialis

Origine antichissima per questa festa che profuma di mistero. La corsa, potrebbe essersi festeggiata per la prima volta in onore delle nozze del giudice Mariano II nel 1350, e dovrebbe inserirsi in quel filone di gare equestri medievali, praticate dai Saraceni prima e introdotte in occidente dai crociati tra il 1118 e il 1200. Ancora oggi, nell’ultima domenica e nell’ultimo martedì del carnevale oristanese, si celebra l’evento. La festa ha oramai carattere internazionale, ed ogni anno aumentano i turisti affascinati non solo dalla gara equestre, ma certamente anche dalla bellezza dei corridori, mascherati secondo una antichissima tradizione. E’ organizzata dai gremi, le corporazioni artigiane, degli agricoltori e dei falegnami sardi. Tappe che precedono la corsa vera e propria, fondamentali, sono la vestizione e la benedizione.

Ogni anno sarà scelto un Componidori. Si tratta del re della manifestazione. Verrà vestito da donne in abito tradizionale, in un luogo tappezzato di petali di fiori e spighe di grano, la cui valenza simbolica richiama assolutamente l’abbondanza. Sarà vestito di una giacca smanicata, chiusa da fermagli d’argento, che la tradizione sarda chiama Coiettu, la camicia dalle lunghe maniche sarà fermata da sgargianti lazzi colorati. Il viso del cavaliere sarà coperto da una maschera bianca trattenuta sul capo da un fazzoletto di seta. Tocco finale un cappello nero a cilindro. Su Componidori avrà come compito principale quello di benedire i presenti con un mazzo di violette e perviche intriso d’acqua. Lo si ricorda con il nome di Sa pippia de maju.

Scopo della corsa per ogni cavaliere , è quello di infilzare con una spada o un bastone una stella sospesa sul terreno in cui si corre il cui simbolismo che in origine doveva possedere una valenza sessuale, non è da tutti ricordato. La stella infatti è icona di fertilità, e secondo la tradizione più saranno le stelle infilzate, più abbondante sarà il raccolto dell’anno.

Curiosità: Il nome Sartiglia nasce dal castigliano Sortija e dal catalano Sortilla. Entrambi sono degradazione del latino Sorticola ossia anello, diminutivo di Sors, che significherebbe fortuna.

Claudia Zedda

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