Forse meno nota rispetto a quella di Sedilo, ma non per questo meno attraente è quella di Pozzomaggiore. Affascinante commistione di sacro e profano, la corsa si svolge, così come quella di Sedilo, tra il 6 ed il 7 di luglio. I coraggiosi cavalieri saranno capitanati da un Alfiere chiamato tradizionalmente su caddu ‘e punta. Questo a sua volta nominerà una propria scorta, che avrà come obbiettivo principale quello di frenare gli altri cavalieri. Obbiettivo da raggiungere è la chiesa di San Costantino, realizzata nel 1923. L’intento sarà quello di compiere tre giri in senso orario e tre giri in senso antiorario intorno alla chiesa. Gli uni rappresenteranno il bene, gli altri il male. Alla conclusione dei giri i cavalieri riceveranno la benedizione. Il capo corsa, vestito di una sgargiante camicia rossa e un copricapo in forma di corona, simbolicamente rappresenta l’imperatore Costantino, difensore dunque della cristianità. Non dovrà mai essere superato (sarebbe di cattivo auspicio), ed è consuetudine vinca.

Intanto, fra le vie del paese i simulacri di San Costantino, della madre Sant’Elena, e del papa che lo battezzò, San Silvestro, vengono portati in processione. Una copiosa folla segue il pellegrinaggio, e per assolvere ad un voto, i bambini ogni anno, vestiranno con gli abiti del Santo. Completeranno il quadro una miriade di bancarelle poste ad ogni angolo che propongono prodotti enogastronomici ed artigianali propri del territorio.

Claudia Zedda

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