Immagine di
Mario Carboni

E’ da tre secoli oramai che la festa viene celebrata, e questa costanza si deve ad una promessa fatta nel 1656 dall’Amministrazione di Cagliari, di celebrare il santo, visto che grazie all’intercessione dello stesso la città era stata liberata, prodigiosamente, dalla pestilenza che l’attanagliava. I festeggiamenti prendono avvio il primo di Maggio, data nella quale Cagliari si carica di una buona mole di turisti, ad attestare quanto la festa sia oramai nota al di fuori dei confini della nostra terra, e di quanto sia apprezzata per il suo valore religioso principalmente, e per l’allegria dei colori, dei vestiti, e dei suoni, che trasuda dalla celebrazione. E’ patrocinato, questo arcaico rito, dalla Confraternita di Sant’Efisio, e dalla Municipalità di Cagliari.

Le tappe, così come i giorni di festa saranno differenti. Ad esordio il Santo verrà prelevato dalla Chiesa di Stampace, dove riposano le sue reliquie, posto in un cocchio d’oro addobbato di fiori ed ex voto e condotto in processione lungo tutta la via Roma. Verrà preceduto dai componenti della confraternita, vestiti in abito penitenziale, e seguito da gruppi folkloristici che indossano i costumi sardi tradizionali di ben otto province sarde differenti. Seguiranno poi i Miliziani, i Cavalieri, e il Guardiano, un tempo rappresentato dal Vicerè, oggi dal Giudice, in compagnia della Guardiana. Ci sarà la possibilità di vedere le traccas, carri trainati da buoi, ornati come la tradizione richiede, e tappeti di fiori che ricoprono la lunga Via Roma.

La processione avanza fino a raggiungere la chiesa di Giorgino, dove i penitenti si cambieranno d’abito, abbandonando quello della festa ed indossandone uno decisamente più umile, che si adatti alla campagna. Si procederà toccando Capoterra, Sarroch, Villa San Pietro, Pula ed infine Nora, dove il santo ricevette il Martirio. In Pula il cocchio resterà esposto entro la chiesa, perché tutti i fedeli lo possano vedere fino a che, il 3 di maggio questo non verrà condotto nelle spiagge di Nora, come a rivedere i luoghi del proprio martirio. Il 4 sarà il giorno del grande rientro, si procederà perfettamente a ritroso, a Giorgino ci si cambierà d’abito, indossando ancora una volta quello di maggior pregio e si giungerà a Cagliari a notte fonda. Il santo a lume di candela e al canto dei goccius verrà accolto e riposto nella chiesa di Stampace.

Curiosità: Sant’Efisio, nato ad Elia in Asia minore, intorno alla metà del III secolo d.C, venne mandato in Sardegna per fare gli interessi dell’impero romano e combattere il Cristianesimo. Convertitosi venne accusato di infedeltà, imprigionato e torturato. Verrà ucciso in Nora il 15 Gennaio 303.

Claudia Zedda


Immagine di
cristianocani

Cerca