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Il 24 di Giugno in tutta Europa si festeggia San Giovanni Battista. La festività cristiana cade in concomitanza con i riti pagani che un tempo venivano festeggiati in onore del solstizio d’estate, riti che molto debbono aver lasciato ai festeggiamenti che in Sardegna tutta si svolgono. Si era tradizionalmente dell’opinione infatti che nel giorno più lungo di tutto l’anno la luna divenisse moglie e signora del sole, e che questi unendosi emanassero energie positive delle quali beneficiavano non solamente gli elementi, ma anche piante, acque, frutti, animali e certamente anche uomini. Le celebrazioni risultano differenti di paese in paese seppure presentano degli elementi che sono da ritenersi comuni e caratteristici della festa. Normalmente infatti, in ogni paese sardo i compiti conoscono una rigida divisione fra sessi. Mentre gli uomini saranno impegnati nella preparazione della legna per i falò, le donne si occuperanno della preparazione dei dolci e dei doni che ci si scambierà al momento del rito del comparatico. Imbottiglieranno i vini e prepareranno simboli misteriosi di pratiche divinatorie, il più delle volte atte allo scoprire il nome o il mestiere dell’uomo che sposeranno le più giovani. Se oggi si tratta di pratiche scherzose, decenni addietro queste erano ritenute di forte tecniche di divinazione infallibili.

Curiosità: il comparatico è una forma di legame antica, diffuso in tutta l’Italia Meridionale e nella Sardegna tradizionale era in uso la notte di San Giovanni, lo scambio di doni che avrebbe sancito la posta in essere di tale rapporto, che è bene ricordarlo, non si sarebbe mai dovuto rompere.

Claudia Zedda

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