Sagra del torrone. (Tonara)

Forse non tutti sanno che la sagra del Torrone, che si tiene a Tonara il giorno dopo la Pasqua è festa in onore del fù poeta locale Peppinu Mereu (1872-1901). Poeta dalla vita tormentata, acquisì ad esordio fama attraverso quelle gare di poesia, che in occasione delle feste si tenevano in Tonara e Sardegna tutta.

La sagra del torrone è occasione per conoscere l’artigianato del luogo, variegato e di eccezionale fattura. Si potranno ammirare infatti i meravigliosi tappeti ancora tessuti tramite antichi telai. Ma il protagonista eccellente di tutta la manifestazione, che richiama ormai un numero imprecisato e sempre più alto di visitatori è il dolce a base di miele e frutta secca, il torrone. La lavorazione faticosa e accurata, la cui ricetta si è tramandata per generazioni, sostanzialmente invariata, viene posta in essere per il turista il giorno della sagra. Le donne esperte del paese, produrranno manualmente il dolciume, utilizzando gli strumenti che furono di un tempo. Girando dunque energicamente il miele nei paioli in rame e attendendo che lo stesso si addensi. Si potrà infine assaggiare il prodotto artigianale ancora caldo. L’industrializzazione, pur avendo dato qualche vantaggio alla produzione, ha sostanzialmente lasciato invariato il prodotto tanto che, ancora oggi il miele utilizzato è esclusivamente sardo, e la frutta secca, normalmente mandorle o noci sono di qualità. A conclusione del procedimento il prodotto risulterà friabile e croccante. Variazioni al torrone classico sono degustabili durante la festa. Normalmente questo viene insaporito con essenze che richiamano i gusti tipici sardi, e dunque mirto, limoncello o corbezzolo. E vista la qualità dell’alimento esso è divenuto famoso non solamente in Sardegna, ma ben oltre i confini isolani.

Curiosità: Sembra che già in epoca romana fosse diffusa la prassi di terminare i banchetti con un dolce fatto di miele, albume e mandorle. Secondo la testimonianza di Plinio, tra gli abitanti della odierna Torino era diffusa la preparazione di un piatto chiamato “Aquicelius“, composto di pinoli delle Alpi e miele.

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