Sagra del carciofo. (Samassi)


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Marionzetta

Il carciofo è un prodotto di antichissima produzione. Già i Romani non solo lo producevano, ma lo consumavano volentieri viste le qualità organolettiche e le forti proprietà curative riscontrate nell’ortaggio. Alte percentuali di ferro presenti, e la presenza della cinarina, che possiede la capacità di regolare il colesterolo, fanno si che ancora oggi sia apprezzato notevolmente. A Samassi pare si sia fatta erede dell’antica coltivazione, divenendo oggi uno dei maggiori produttori di carciofi nell’intero panorama isolano per quantità e qualità. Si produce fin da tempo antico sia lo Spinoso Sardo, sia Su Masedu, ossia la qualità che non possiede spine. Da diversi anni oramai, questo pregiato prodotto viene promosso in una sagra invernale a lui dedicata, che si associa alla agroalimentare del Medio Campidano, due manifestazioni che hanno oramai accolto il consenso dei sardi e non solamente. Durante i tre giorni nei quali le manifestazioni si svolgono, in piccole bancarelle poste a lato strada sarà possibile degustare piatti a base di carciofo e prodotti tipici del medio campidano.

Curiosità: Pare che il carciofo, nella sua variante selvatica, fosse consumato sia dai Greci che dai Romani. Questi regalavano all’ortaggio proprietà afrodisiache, chiamandolo Cynara. Secondo la tradizione infatti Giove avrebbe trasformato una giovane donna, di cui guarda caso s’era innamorato e aveva sedotto in carciofo. La ragazza si chiamava appunto Cynara. Il nome Carciofo sarebbe di derivazione araba e proverrebbe da al-kharshûf.

Claudia Zedda

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